mercoledì, 23 luglio 2008

Che solo a dirlo c'è da farsi male

Imparerò a pronunciare quella parola senza paura, solo per te.

Mi passerà sulle labbra come un polpastrello ruvido, che tira appena quel punto in cui il filtro di una sigaretta si è attaccato portandosi via un solo millimetro di pelle di cui però si sente la mancanza.

E' una parola che non mi ricorderà un cielo pesante di nuvole quando hai bisogno con tutto te stesso di asciugarti al sole come uno straccio strizzato male.

Saprò dimenticare il tremolìo tra le ciglia, l'acquosa agitazione della perdita; lo smarrimento del panico che stringe la gola, le vertigini sudate, quel mostro che cento volte ha bussato alla mia porta, e cento volte ha detto arrivederci.

Darò un senso diverso alle singole lettere. Il dolore in pezzi piccoli pesa meno; giochiamo a Scarabeo, così quella parola se ne va. E diventa altro.

Anzi, no, voglio fare un'altra cosa.

Ora io ci provo.

Prendo quella parola e la riempio di cose belle.

 

Ne sono capace, lo sai?

 

T  come Ti voglio bene. Ma anche Tango.

U come Uomo. Che è una parola bellissima, alla fine. Nel senso maschio del termine.

M come Musica. Ma prima di tutto come Mi manchi. Mi manchi. Mi manchi.  

O come Otranto (scusa, riflesso incondizionato. Il tic della stronzata scatta sempre)

R come Resta ancora un po'. C'è una bottiglia di Chianti da finire.

E come E adesso via. Mento in alto. Palle ferme. Eccomi, amico. Sono pronta a darti tutta la forza che ho.

 

Al cervello, porca troia.

Che in effetti, dopo il cuore e il cazzo, è l'organo che usi di più.

 

L'americana

postato da: masquenada alle ore 06:04 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 17 luglio 2008

C'era questa casa e c'ero io.

Adesso ci abita un mio amico. Uno dei cinque che stanno sui polpastrelli della mano destra, quella con cui giuri lealtà eterna; lui è Maurizio. Maurizio il Medio.

C'era questa terra e c'ero io.

Però avevo sempre voglia di partire ed in effetti poi l'ho fatto. Quando la parola che ti piace di più nella vita è "altrove" non ci sono cazzi. Sei segnato. E altrove è il posto che amerai sempre più di tutto il resto.

C'era tutto il resto e c'ero io.

Ma mi piace. Fingo di scusarmi mentre faccio la valigia. Perdonemuà. Prendere o lasciare; che posso stare due giorni interi sul divano ma non sei mesi nello stesso posto.

C'era un sogno e adesso ci sono.

Io.

 

Dicembre. 

Duemilaeotto.

 

L'America (....e il cielo, là in alto, un vecchio posto blu*...)

Chi mi ama non mi segua. Chi mi ama mi aspetti.

 

* Kaddish, Allen Ginsberg.

 

 

postato da: masquenada alle ore 12:38 | Permalink | commenti (5)
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martedì, 15 luglio 2008

Caro caro caro Tom,

mi chiamo Simona, abito a Milano e sono una tua grandissima fan.

Volevo ringraziarti perchè finalmente, dopo nove (NOVE!!!!) anni, torni a suonare in Italia.

Vederti da vivo è il mio sogno.

"Che fortuna, viene proprio a Milano!!!", mi sono detta.

"Che fortuna, ci sono ancora biglietti!!!!!", mi sono detta.

"Che fortuna, costano SOLO € 143,00 cadauno!!!!!!", mi sono detta.

 Una fortuna, in effetti. 

Allora: o al concerto siamo in dieci, oppure sei caro caro caro, Tom.

E per me, vedi, è un po' una questione di principio: non posso spendere per nessuno di più di quello che ho speso per Peter Gabriel.

 

Accidenti! Sennò, guarda, l'avrei pagata volentieri, quella cifra.

Per il gusto di chiederti un bis da Blood Money.

 

Grandissimo stronzo che non sei altro.

- versa una lacrimuccia, si stende sul divano, e fa pace con lui ascoltando questa -

 

 

postato da: masquenada alle ore 21:49 | Permalink | commenti (8)
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domenica, 13 luglio 2008

Vi prego di fare una cosa. State attenti: è una cosa grande, è una cosa seria (anche da queste parti, ogni tanto, succede).

 

Andate da quelli che, beh, se vai in giro vestita provocante a ballare te la sei cercata.

Andate da quelle che a me non succede perchè sono una brava ragazza, IO.

Andate da quelle che in Spagna, no, non ci si va. Meglio San Benedetto del Tronto, che anche dal nome lo capisci che è un posto per gente dabbene.

Andate da quelli che credono tutto questo soltanto perchè si abbina meglio col pensiero precotto dei Tronisti e di Vacanze di Natale; con le trame ridicole di Beautiful e di Novella 2000; quelli che basterebbe leggere un semplice articolo in Internet per sapere che non è vero niente, che lo stupro non c'entra con quello che hai addosso; che non c'entra con quello che fai tu. Che la colpa non è tua. Che ti devono assolvere se non vogliono un'anima grande quanto una capocchia di spillo. Che ti devono piangere per i vent'anni che hai vissuto senza sapere che una sera qualunque, in un posto qualunque, un uomo qualunque ti avrebbe usata come uno straccetto qualunque.

 

Allora fatemi questo favore. Andate da quella gente lì. Parlate. Scrivete mail.

Buttate la cenere delle vostre sigarette sui loro piedi.

Diprezzateli per la grandissima colpa di cui si sono macchiati.

Sputate loro addosso, se necessario.

E dimenticatevi di loro.

 

 

 

Non esistono.

 

 

postato da: masquenada alle ore 00:50 | Permalink | commenti (4)
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venerdì, 11 luglio 2008

Una promessa è una promessa.

Eccola qua. La terza lezione ;-) 

 

 

postato da: masquenada alle ore 02:43 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 08 luglio 2008

amici,

bentornati al nostro corso di sesso on line (per la prima parte, titilla qui)

La lezione di oggi affronterà il sempiterno dubbio che affligge uomini e donne di tutte le età: le posizioni dell'amore.

Allora, sfatiamo da subito la Grande Leggenda Metropolitana: farlo "alla missionaria" NON è da sfigati (a meno che, nel mentre, uno dei due non tenti di convertire l'altro alla religione cattolica  dopo avergli regalato un sacchetto di riso): è normale. Potete quindi smetterla di fustigarvi per la vostra inettitudine chiedendo perdono in ginocchio davanti ai contorsionisti che si esibiscono su Youporn. Probabilmente per alcuni filmati utilizzano degli stunt-man (io non li ho mai visti, eh? Me l'ha detto una mia amica).

Meglio una sana trombata con "lei sotto lui sopra", piuttosto di "lui sotto e lei sopra girata di 180 gradi con caviglia sopra la capoccia e dita dei piedi che fanno nano-nano" (posizione detta "Picasso"). Non c'è niente di male; assolvetevi. Tutti. Quanti. Lo fanno. Così.

Ovvio: non *solo* così.

Però state attenti a non esagerare: avere l'impressione di essere a letto con un personal trainer che dopo quattro ripetizioni fa cambiare esercizio, non è propriamente rilassante.  Per aiutarvi a cogliere nel profondo tale concetto,  vi fornirò ora un'immagine da visualizzare (una cosa molto new age).

Chiudete gli occhi.

.

.

.

Ok, adesso riapriteli, sennò non riuscite a leggere.

La vostra donna è una polpetta impanata che va cotta con decisione ma pazienza in tutta la sua rotondità. Evitatemi il "testa in giù" perchè volete dare una passatina d'olio anche al settimo chakra, tesori (il corso di contestualizzazione inizia a settembre).

 Anche per oggi la lezione è terminata.

Arrivederci alla prossima.  

 

 

postato da: masquenada alle ore 05:17 | Permalink | commenti (6)
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sabato, 05 luglio 2008

Guerra aperta al fumo.

Secondo il presidente del Codacons, mentre ci si accende una sigaretta in auto "ci sono 5 secondi di guida cieca", pericolossimi per la propria e l'altrui incolumità.

In effetti fumare guidando un Suv sparato ai 250 all'ora in autostrada è un comportamento omicida.

 

postato da: masquenada alle ore 10:51 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 03 luglio 2008

Ricorderete tutti la scena di Braveheart dove William Wallace incita i suoi compatrioti scozzesi alla battaglia.

Se non la ricorderete, vuol dire che non avete visto il film. Chè quella non è una scena, per dire, dove uno si può concentrare su altro, come lo scaccolamento della narice destra.

Premessa necessaria: sono pazza.

Detto ciò, sappiate che, nonostante io abbia visto il film più o meno venti volte, l'effetto che mi fa quella scena è sempre lo stesso.

 

(agli uomini che si rifiutavano di combattere per paura di perdere quella quisquilia chiamata vita)

......certo: chi combatte può morire. Chi fugge resta vivo...........almeno per un po'

- Masquenada sente uno strano mozzichetto alla bocca dello stomaco

Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso

- stringe i pugni con la consapevolezza di far parte di qualcosa di grande, in quel momento

siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l'occasione, solo un'altra occasione

-  sente crescere dentro di lei la poltenza di un sogno e la forza per realizzarlo.  Sììììì! Tutto è possibile!!!!

di tornare qui sul campo ad urlare ai nostri nemici

- in piedi sul letto. Sta arrivando. Lo sente come ogni volta, sempre nello stesso modo. Il mozzichetto allo stomaco che diosacome si traduce in emozione e comincia a risalire e se lo ritrova all'improvviso a fare cucù tra le ciglia.

che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai. LA LIBERTA'  

- buhaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

 

crescendo musicale .........pararaririiiiiiii parirarirarararaaaaiiiiiii ..............

- si asciuga le lacrime che copiosamente le inondano il viso, rimanda ogni atto di coraggio all'indomani e  guarda il resto del film grattandosi la natica sinistra.

 

 

postato da: masquenada alle ore 11:50 | Permalink | commenti (5)
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domenica, 29 giugno 2008

Amici, fratelli, compagni di merengue.

Questo post è dedicato alle donne.

Infatti si rivolge agli uomini.

Con una preghiera. Fidatevi di me: la maggior parte di voi è convinta di saper manipolare una femmina. Acqua. Acquerrima. Riguardatevi la famosa scena di "Harry ti presento Sally" e pentitevi della vostra ignoranza.

Questa prima lezione sarà concentrata sui preliminari.

Ecco. I preliminari. Non sono affatto superflui. Come posso spiegarlo in modo che possiate capirlo? Uhm.....mumble.....uhm.....rimumble. ECCO!!!!! Una trombata senza preliminari è come una partita di calcio dove vi fanno vedere solo i gol. (pensandoci bene, le analogie sesso - calcio sono parecchie: novanta minuti giocati bene sono soddisfacenti; i supplementari stancano, i rigori snervano; se giochi troppo pesante sei squalificato, troppo leggero sei noioso; sono ammesse le parolacce e almeno un fallo è necessario)

Comunque, si diceva: i preliminari.

Importanti.

Alcune regole base:

- se non avete ben chiaro come fare per praticare correttamente il sesso orale, immaginate di leccare un cono gelato. Niente gusti tipo meringata o nocciola, che sennò vi viene da masticare la granella.

In alternativa, potete avvicinarvi con la lingua ed iniziare a cantare "scialalallà lallallalllallà lallallì". La velocità è fondamentale. Con calma, please. Non state frullando le chiare d'uovo.

Se poi, mentre siete lì sotto, vi viene la brillante idea di strusciare in giro la vostra faccia perchè vi sembra una cosa molto sexy, sappiate che la barba incolta è fastidiosa, quindi quegli scattini laterali e nevrotici come se la vostra vitima avesse dei tic, non sono un buon segno. 

 

Nel sesso non esiste il fallo di mano.

Però ci vuole la tecnica.

Infilare due dita nel primo orifizio disponibile e muoverle su e giù in modo automatico senza variazioni sul tema come a voler simulare l'amplesso, non sortisce un grande effetto. A questo punto infilateci direttamente l'uccello, che fate prima.

In alternativa, ricordatevi di avere un pollice opponibile libero.

 

Dovete imparare a riconoscere i segnali che vi lancia la femmina.

Se lei, dopo mezz'ora di ravanamento senza risultati dignitosi, vi prende la mano e ve la posiziona in un punto, fate finta che sotto il polpastrello abbiate dell'Attack. Non vi spostate. Qualche centrimetro più in là ed è fuori gioco. Bisogna riprendere la partita e - presumibilmente - cambiare il giocatore.

Particolarmente apprezzato è l'uso sinergico lingua-dita.  Dovete capire che, visti dall'alto, non date una bella immagine di voi se ve ne state lì impegnati con la bocca, mentre vi appoggiate sui gomiti, tenendo le mani in alto come se foste primari di cardiochirurgia in attesa che l'infermiera vi infili i guanti in lattice.

To be continued........

 

postato da: masquenada alle ore 22:37 | Permalink | commenti (13)
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mercoledì, 25 giugno 2008

Volevo stupirti.

Con la mia anima, il sorriso.

Le battute intelligenti, i gioghi di parole.

La musica che ascolto, i libri che leggo.

La parte di mondo che conosco, la valigia sempre pronta.

Il tango e le mie scarpe col tacco.

La mia visione delle cose,

La mia coscienza sporca, però di cioccolata.

Il mio amore per il mare.

Il mio amore per la vita.

Il mio amore.

 

 

Volevo stupirti con effetti speciali.

 

 

 

Poi ho pensato che una manicure da zoccola fosse più che sufficiente.

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postato da: masquenada alle ore 17:58 | Permalink | commenti (10)
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